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NUORESE - BARBAGIA BITTI

La Barbagia (Barbàgia o Barbaza in sardo) è una vasta regione montuosa della Sardegna centrale che si estende sui fianchi del massiccio del Gennargentu.

Gli Ilienses (Iolei) descritti da Diodoro Siculo
« Quantunque i Cartaginesi nell'auge somma della loro potenza si facessero padroni dell'isola, non poterono però ridurre in schiavitù gli antichi possessori, essendosi gli Iolei rifugiati sui monti ed ivi, fattesi abitazioni sotto terra, mantenendo in quantità il bestiame, si alimentarono di latte, di formaggio e di carne, cose che avevano in abbondanza. Così, lasciando le pianure, si sottrassero alle fatiche di coltivare la terra e seguitano a vivere sui monti, senza pensieri e senza travagli, contenti dei cibi semplici, come abbiamo detto. I Cartaginesi dunque, sebbene andassero con grosse forze spesse volte contro codesti Iolei, per le difficoltà dei luoghi e per quegli inestricabili sotterranei dei medesimi, non poterono mai raggiungerli ed in tal modo quelli si preservarono liberi. Per la stessa ragione poi, infine, i Romani, potentissimi per il vasto impero che avevano, avendo loro fatto spessissimo la guerra, per nessuna forza militare che impiegassero, poterono giungere a soggiogarli. »
(Diodoro Siculo)
I barbaricini sono genti derivanti dalle popolazioni prenuragiche e nuragiche della Sardegna del IV millennio a.C. La colonizzazione cartaginese non riuscì a ridurre all'obbedienza le popolazioni delle zone montane della Sardegna centrale e settentrionale. Si stabilirono semplici rapporti di convivenza e commercio. Ma anche le prime fasi della dominazione romana furono estremamente avversate da Corsi e Bàlari del nord Sardegna ed, in particolare, dal popolo che viveva nella zona che va dal bittese al sud del Gennargentu, e dal Marghine-Goceano fino al golfo di Orosei. Queste popolazioni che resistettero in modo fiero ed efficace furono da essi qualificate come "Civitates Barbariae" in età repubblicana e dei "Barbaricini" in età tardo imperiale e vandalica.
Pertanto il toponimo Barbagia deriva dal latino Barbaria. Il processo di "latinizzazione" fu lento e dovuto soprattutto all'opera di insediamento di coloni ed all'assegnazione delle terre alle popolazioni locali (al fine di renderle stanziali) in età imperiale, a cui risalgono i latifondi definiti da cippi di confine. Importante fu anche l'arruolamento delle genti locali nell'esercito imperiale come mercenari o inquadrate come cohorti vere e proprie.
Gli abitanti di questa regione sono chiamati "barbaricini" ed ancora si possono riconoscere nella descrizione che di loro diede Diodoro Siculo pochi anni prima di Cristo e viene riportata di lato.
La regione è costituita dall'areale del Gennargentu e dell'Ogliastra (zona affine culturalmente), dal Supramonte e dal nuorese fino a Bitti. Confina con la Gallura, la Baronia, l'Oristanese, la valle del Tirso e il Sarcidano. La Barbagia copre un'area di circa 1.300 km² con una popolazione di circa 120.000 abitanti.
I clan storici citati dai romani e, probabilmente, tutti appartenenti alla famiglia degli iliensi erano:
gli Iliensi o Iolei nelle montagne che vanno dal Goceano di Bortigali, nuraghe di Aidu Entos (con l'incisione di confine ILI-IVR-IN-NVRAC-SESSAR), fino alle cime di Alà e nell'intera Ogliastra.
i Nurritanenses o Nurrenses nei territori di Orotelli e del nuorese. Nel II secolo d.C., operarono al servizio dell'esercito imperiale (Cohors I - Nurritanenses) nella Mauretania Cesariense.
i Parati nel Monte Albo
i Sossinati nel Monte Albo
gli Acconiti nel Monte Albo e nei monti Remule
i Cunusitani a Fonni
i Celsitani nel Gennargentu
i Gallilensi nel basso Flumendosa 

 

AREA PERIMETRO AB. AL 31.12.2005 COMUNE
215171904 102307,91 3306 BITTI
148788176 72103,86 1610 LULA
192188288 70742,73 36567 NUORO
71969344 63100,76 436 ONANI'
128366152 61388,96 2845 ORUNE
25703916 25176,11 280 OSIDDA

 

 

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