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Tombe di Giganti

         Is Concias      

Le tombe di giganti di tipo dolmeico, presentano planimetricamente una sorta di esedra con al centro una stele litica di grandi dimensioni, composta da una sezione superiore a profilo ricurvo, una “traversa” mediana e una sezione inferiore, sulla cui base è presente un piccolo portello.
E’ opinione diffusa che l’esedra e più in generale la planimetria della sepoltura voglia rappresentare il ventre materno, con un significato riconducibile alla rigenerazione della vita e al concetto di fecondazione, come confermato dalla frequente presenza, nelle immediate vicinanze, di piccoli betili.
Lo schema della stele, che tra l’altro si ritrova anche in altri contesti ambientali, come le pareti rocciose di “Sos Furrighesos” ad Anela, e di “Mesu ‘e Montes” di Ossi, ma anche all’interno di una delle “Domus de Janas” di Montessu, a Villaperuccio, assume a sua volta un significato analogo, potendosi assimilare all’anatomia dell’apparato genitale femminile, con la porzione superiore a riprodurre il “rotondo dell’utero”, la traversa sottostante la fascia “utero- vaginale”, la sezione più ampia la vagina e infine il portello inferiore il “vestibolo vaginale”.
A maggior conferma di quanto appena affermato, si osserva come tra i vari pani augurali prodotti in Sardegna ce ne sia uno in particolare, “su Càbude” di Mores, che riproduce il modello della stele centrale delle tombe di Giganti e che si usa sbriciolare sul capo della sposa quale augurio di fecondità, rinnovando così un rito atavico, ricco di fascino e denso di significati.
di Giorgio Valdès