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Dolmen e Allčes Couvertes

Ciuledda - Luras       

Doli Fichima -  Alà dei Sardi (sopra)  

Nel corso del paleolitico superiore, tra il ventesimo e il decimo millennio a.C, con la glaciazione wurmiana al suo culmine e il profilo delle terre emerse ben differente dall’attuale, dall’isola d’Elba, allora unita all’attuale Toscana, giunge nel sistema sardo-corso un gruppo di colonizzatori facente parte di quelle popolazioni che dopo essere fuggite dai ghiacci e dalle temperature rigidissime del nord Europa, si erano inizialmente insediate lungo le aree più temperate del Mediterraneo.
Tra di essi ci sono anche i megalitici, avvezzi a infiggere nel terreno enormi massi in onore dei defunti e delle divinità.
Un folto manipolo di questi “proto-turisti” si dirige quindi più a sud, alla ricerca di climi ancora più miti e quando l’innalzamento delle acque dovuto al disgelo separa le due isole, si stanzia definitivamente nell’attuale Sardegna.
Queste genti crescono numericamente nel corso dei successivi millenni sino a che, intorno al 3000 a.C. (neolitico finale), si assiste a una prima organizzazione statuale dell’isola.
Tra le testimonianze di questo periodo, ci sono i “dolmen”, strutture megalitiche che, oltre alla funzione funeraria, assumevano probabilmente anche quella di santuari rappresentativi della singola comunità che li aveva edificati.
Il solo territorio gallurese conta circa cinquanta di questi straordinari monumenti, a fronte degli oltre duecento presenti nella Sardegna centro settentrionale.
di Giorgio Valdès

Dolmen San Lorenzo o Zinzaru - Berchideddu

 

Immagini by Segio Melis