down-arrow   I Monumenti adottati  



NEWSLETTER
Tieniti aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

> Leggi informativa sulla privacy




Domus de Janas

          

“Janna” (Ena, Genna) è un termine dialettale, ricorrente in centinaia di toponimi presenti in tutto il territorio regionale, che indica una porta, un accesso, un valico, un porto, il passaggio da un luogo ad un altro.
Termine dal significato inequivocabile, contrariamente alla più abusata parola “Jana” che, nella tradizione comune, a volte identifica un’entità fantastica simile a una fata o a un folletto, nonostante in realtà rivesta una valenza ben più profonda ed intimamente connessa alle vicende della nostra protostoria, alla sacralità della nostra terra ed agli antichissimi rapporti con l’antico Egitto.
Sulle pareti interne di diverse “domus de janas” è riportato un bassorilievo che l’opinione consolidata degli esperti identifica con il simbolo egizio della “falsa porta”; cioè il luogo attraverso cui transitava l'anima del defunto, per allontanare gli incubi dai sogni dei dormienti o, in termini figurati, una sorta di cabina telefonica di collegamento tra il mondo terreno e quello dell’aldilà.
Dalla “falsa porta” deriva l’interpretazione più corretta del nome attribuito a questi monumenti sepolcrali che, a giudizio di alcuni, ha il significato di “casa” in cui è presente la ”porta” sacra; quella “jana” che niente ha a che vedere con folletti simili alla Trilly di Peter Pan.
Il significato di “porta”, attribuito alla parola “jana”, trova conferma anche nella tradizione classica dell’antica Roma e in particolare nel culto di Giano ( Janus ), divinità bifronte (spesso identificato con il sole) e custode ( Janitor ) delle porte, che tiene in mano il bastone e le chiavi ed il cui simbolo è appunto una porta chiusa.
Il mese di Gennaio ( Januarius ), si identifica proprio con lo stesso Giano bifronte, che guarda indietro verso un anno della nostra vita che non tornerà mai più, e davanti, verso il tempo che ancora ci manca, analogamente a quanto rappresentato dalle “false porte” presenti nelle nostre “domus de janas”.
di Giorgio Valdès