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CAPOTERRA

 Dalle colline più alte della fascia montana che fa da corona alla zona pianeggiante del braccio occidentale del Golfo degli Angeli, si estende il territorio che prende il nome di Cabuterra.
Il paese di Capoterra dista circa 17 km da Cagliari. Situato tra mare (a sud il lido di Maddalena Spiaggia), montagna e laguna (laguna di S. Gilla), è principalmente un paese agricolo e pastorale, che solo in tempi recenti sta sviluppando, grazie anche alla sua posizione geografica, un turismo prima inaspettato. Notevole, è la sua crescita demografica degli ultimi 50 anni.

Pula sorge nelle vicinanze dell'antica città di Nora, fondata secondo la leggenda dagli Iberi condotti in Sardegna da Norace. Nora venne edificata dai fenici intorno al VIII secolo a.C. probabilmente su presistenti insediamenti nuragici di cui rimangono alcune testimonianze. Passò nei secoli successivi prima ai punici e poi airomani che la elevarono per un breve periodo a capitale della provincia di Sardegna e Corsica, per poi cedere la carica alla vicina Caralis(odierna Cagliari). Dopo la fine dell'impero romano, come molte altre antiche città costiere sarde, a causa delle scorrerie saracene la città di Nora cessò di esiste a partire dal VIII secolo d.C. circa..

Nel medioevo il territorio, chiamato allora Padulis de Nura (Palude di Nora), fece parte del giudicato di Cagliari mentre durante l'epoca aragonese-spagnola venne affidato a vari feudatari. A partire dal XVIII secolo si assistette ad una rinascita soprattutto grazie alle bonifiche agricole promosse inizialmente da religiosi e poi anche dallo stato che intensificò le bonifiche e lo sviluppo dell'olivicoltura e della frutticoltura.

TEULADA La sua fondazione si perde nella notte dei tempi, probabilmente agli inizi dell'epoca nuragica, come sembrano testimoniare i molti nuraghi sparsi un po' in tutto il territorio comunale, ed i resti di una fortificazione sull'Isola Rossa. I fenici e i punici più tardi si stabilirono sulla costa come testimoniato dai resti del tophet punico a Malfatano, nell'isolotto davanti a Tuerredda e il porto di Melqart (ora sommerso)[3][4], sempre a Malfatano.

La prima ubicazione dell'abitato va ipotizzata alle spalle dell'anticoKersonesus (Chersonesum Promontorium), ovvero l'istmo dell'odierno Capo Teulada, dove sembra sia esistito un insediamento militare romano a presidio delle due baie di Cala Piombo e Porto Zafferano. È probabile che tale ubicazione sia resistita fino all'epoca romana, quando il paese prende il nome di Tegula, che probabilmente documenta la produzione di terracotta in epoca romana. Poi, secoli dopo, probabilmente a causa delle incursioni dal mare, il paese è raccolto attorno alla chiesa di Sant'Isidoro, nella piana di Tuerra, in una zona più interna. Alcuni ritrovamenti archeologici confermano la frequentazione della pianura. Questa ubicazione però durerà poco, visto che a causa delle continue incursioni dei Saraceni, i teuladini saranno costretti nel tardo Seicento a spostarsi di nuovo in una zona ancora più interna, dove esistevano alcune case nate intorno alla chiesa campestre di San Francesco, e dove attualmente si trova il paese. Proprio a causa delle scorrerie dei pirati vengono costruite lungo tutta la costa del Golfo di Teulada, così come in tutta la Sardegna, delle torri di avvistamento, ancora oggi esistenti ma non visitabili (tranne in piccola parte quella del Budello). Tali torri sono quelle di Malfatano, Piscinnì, Porto Budello, Porto Scudo e Cala Piombo. Nel Medioevo Teulada entrerà a far parte del Giudicato di Cagliari ed entrerà nella sua sfera di influenza politica e culturale fino ai giorni nostri.

Nell'Ottocento e nel primo Novecento l'economia del paese è essenzialmente agricola, e molta è la manodopera che servirà le miniere del Sulcis.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, nelle acque a sud della costa, avvenne la Battaglia di capo Teulada tra la flotta britannica e quella italiana, finita senza vincitori ed una delle ultime battaglie navali del Mediterraneo.

Dopo le guerre mondiali, il paese raggiunge il picco massimo degli abitanti, ma poi la fortissima emigrazione lo spopola fino agli attuali 4.000.

Negli anni cinquanta 7500 ettari del comune vengono venduti alla base militare Nato da cui deriva una lunga querelle con il Comune di Teulada perché secondo alcuni la base NATO impedirebbe al paese di sfruttare economicamente la parte migliore della costa[5].

Oggi Teulada è un paese che cerca non senza difficoltà di uscire dalla crisi e lo fa attraverso il turismo di qualità e non di massa, al binomio mare-montagna e alla splendida costa del sud.

AREA PERIMETRO AB. AL 31.12.2005 COMUNE
68380874,41 41779,07 22839 CAPOTERRA
90750054,42 70742,73 1617 DOMUSDEMARIA
138974048 63503,39 7046 PULA
67890903,66 46768,54 5257 SARROCH
39912779,59 38846,18 1862 VILLA S.PIETRO
252303901,7 70742,73 3869 TEULADA

 

 

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